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Speciale Foca Monaca

La Foca monaca del Mediterraneo: chi l’avvista?

Ecco alcune buone pratiche da adottare in caso di avvistamento di una foca monaca 

I recenti avvistamenti di esemplari di foca monaca nei mari italiani hanno visto come protagonisti tutte aree che rientrano nell’ampio partenariato del progetto europeo Life Sea.Net ovvero l’Area marina protetta di Punta Campanella, l’Area marina protetta di Regno di Nettuno e il Parco Nazionale del Cilento e Vallo degli Alburni.

Tutti questi enti insieme al partner scientifico di Life Sea.Net, l’istituto ISPRA, hanno deciso di avviare una campagna di informazione e sensibilizzazione per diffondere a tutti gli operatori economici del mare e alla cittadinanza alcune buone pratiche da osservare in caso di avvistamento di uno dei rarissimi esemplari di foca monaca Monachus monachus.

 

AVVISTAMENTO IN MARE

  Se si avvista una foca monaca è importante ridurre immediatamente ogni potenziale disturbo generato dalla vicinanza umana.
  Fondamentale allertare immediatamente la Capitaneria di Porto (al numero 1530). Per supportare la ricerca scientifica una segnalazione e una descrizione     dell’avvistamento sarà utilissima ai ricercatori e alle ricercatrici di ISPRA all’indirizzo mail focamonaca@isprambiente.it e/o un messaggio alla pagina Facebook Foca monaca Ispra . Contatta anche l’Area Marina Protetta più vicina all’area dell’avvistamento per velocizzare il processo di segnalazione.

  1. Ridurre al minimo la velocità e tenere una distanza di 50 metri
  2. NON ostacolare il percorso dell’animale. 
  3. In nessun caso deve essere disturbato, molestato o inseguito.
  4. Durante una nuotata o un’immersione, è consigliato allontanarsi lentamente dall’animale.

AVVISTAMENTO A TERRA

  1. Mantenere una distanza di almeno 50 metri. Distanza di maggiore di 50 metri in presenza di cuccioli.
  2. Non toccare l’animale
  3. Evitare rumori molesti e lancio di oggetti
  4. NON introdurre animali domestici nei luoghi frequentati dalle foche

La foca monaca è una specie protetta dalla legge italiana che ne vieta non solo l’uccisione e la cattura, ma anche il semplice disturbo.

RIGUARDA IL VIDEO INTEGRALE DELL’EVENTO SPECIALE “La foca monaca nei mari della Campania” organizzato da Legambiente in collaborazione con Ispra, e le Aree Marine Protette Regno di Nettuno e Punta Campanella

La Foca monaca del Mediterraneo
Monachus monachus

 

L’EVOLUZIONE DELLA SPECIE MONACHUS MONACHUS

Lunghezza: 0,8-2,5 metri
Peso: 15-300 kg

Habitat: grotte e spiagge isolate e protette per il riposo, la muta del pelo e la cura dei piccoli; ambiente marino costiero e pelagico.
Caratteristic
he anatomiche: corpo di forma cilindrica affusolato alle estremità; testa rotonda con occhi grandi posti frontalmente; muso schiacciato con lunghi baffi (vibrisse), sopra il labbro superiore. Due pinne posteriori e due pinne pettorali.
Caratteristiche morfologiche: pelo corto di colore grigio sul dorso e chiaro sull’addome; possibili macchie o striature. I maschi adulti ed i cuccioli: pelo nero con macchia bianca distintiva sull’addome.
Alimentazione: cefalopodi, crostacei e pesci ossei e cartilaginei.
Capacità massima di immersione: circa 200 metri.
Capacità massima di spostamento: circa 40 km/giorno; circa 300 km in 3 mesi.

 

@Illustrazioni di Eduardo Saiz

 

Il monitoraggio della Foca Monaca, una specie da proteggere

La foca monaca è uno dei simboli del Mediterraneo, purtroppo è tra le specie più minacciate al mondo.  Alcuni anni fa è ricomparsa nei mari italiani con un avvistamento nelle acque dell’Area Marina Protetta delle Isole Egadi, dal 2011 l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca ambientale ha avviato i monitoraggi sulla presenza del raro esemplare.

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