
Life Sea.Net: fare rete per proteggere il mare. Il progetto europeo con l’obiettivo di migliorare la gestione dei siti Natura 2000 e aumentare in Italia la conoscenza del network di aree protette più esteso d’Europa
Life Sea.Net ha riunito i protagonisti della gestione dei siti Natura 2000: grazie al Tavolo Tecnico presso il Ministero dell’Ambiente, ottenuta la designazione di due nuovi siti marini nel mar Ligure e mar Tirreno, e altri sono in dirittura d’arrivo
Tra gli obiettivi: salvaguardare la biodiversità marina e far uscire l’Italia dalla procedura d’infrazione inflitta dall’Unione Europea per il mancato adempimento alla Direttiva Habitat
Fare rete protegge il mare. É l’orizzonte seguito da Life Sea.Net – Urgent actions for the implementation of marine Natura 2000 Network, il progetto europeo cofinanziato dal Programma LIFE dell’Unione Europea e guidato da Legambiente insieme a un ampio partenariato: Aree Marine Protette (Isole Egadi, Regno di Nettuno, Punta Campanella), Parchi Nazionali (Arcipelago Toscano, Cilento), Regioni (Basilicata e Campania), ISPRA, Federpesca e il Ministero dell’Ambiente. L’obiettivo del team di Life Sea.Net è duplice: migliorare la governance e la gestione dei siti marini della rete Natura 2000 in Italia; aumentare la conoscenza sul loro valore ecologico e socioeconomico, e quindi contribuire in modo determinante al raggiungimento degli obiettivi UE sulla biodiversità al 2030.
Life Sea.Net ha già raggiunto traguardi significativi: avviata la collaborazione transfrontaliera con Croazia e Slovenia per la tutela delle acque al confine tra stati, attivato un Tavolo Tecnico presso il Ministero dell’Ambiente attraverso il quale sono stati istituiti due nuovi siti marini in mare aperto (“Vercelli Seamount” nel mar Ligure e “Palinuro Seamount” nel mar Tirreno) più altri in dirittura d’arrivo, organizzati Fishermen’s Cafè, incontri informativi con pescatori, e attività di sensibilizzazione come la campagna “Mare Amico” e “Amor di mare” destinate a scuole e grande pubblico. Inoltre, sono stati formati Gruppi di Lavoro Tematici che coinvolgono attivamente gestori e istituzioni nella costruzione del “toolkit di governance” di Life Sea.Net, il principale obiettivo del progetto europeo coordinato da Legambiente.
“Aumentare la designazione dei siti marini Natura 2000 in Italia e migliorare concretamente la loro governance rappresenta oggi una priorità strategica per il nostro Paese – dichiara Stefano Di Marco, coordinatore dell’ufficio Progetti di Legambiente. Non solo per rispondere a una vecchia procedura di infrazione avviata dall’Unione Europea, ma soprattutto per contribuire in modo decisivo al raggiungimento degli obiettivi fissati dalla Strategia europea per la biodiversità al 2030. L’Italia, con il suo straordinario patrimonio marino, ha la responsabilità e l’opportunità di essere un modello nella tutela degli ecosistemi marini e nello sviluppo sostenibile della blue economy. Con il progetto Life Sea.Net stiamo costruendo le basi per un approccio più efficace, condiviso e replicabile che metta al centro la conoscenza, la partecipazione e una governance efficace e integrata dei siti Natura 2000.”
Il contesto
Il progetto nasce da una realtà italiana ancora fragile nella gestione degli ecosistemi marini. Ad oggi sono stati istituiti poco più di 280 siti marini Natura 2000 in Italia, ma solo 119 hanno un piano di gestione e mancano ancora misure specifiche di conservazione per specie e habitat. Inoltre, una mappatura dei siti marini Natura 2000 ancora da completare, è una lacuna che ha portato l’UE ad aprire una procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia. Anche la conoscenza della rete Natura 2000 in Italia è limitata, nonostante si parli del network di aree protette a mare e a terra più esteso in Europa: solo il 6% degli italiani ne ha sentito parlare, secondo una survey di Legambiente prima dell’avvio del progetto.
Il ruolo di Ispra
L’istituto Ispra è il principale partner scientifico di Life Sea.Net e, tra le diverse azioni, ha guidato le attività di monitoraggio che hanno interessato complessivamente 10 siti Natura2000, 5 dei quali (le Isole Capraia, Montecristo, Pianosa, Giannutri e Gorgona) gestiti dal Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano. Nel sito di Montecristo, un’area naturale di altissimo pregio (elencata tra l’altro tra le Area di Riserva della Biosfera nell’ambito del programma MAB Unesco), le indagini sono state condotte su alcune comunità algali proprie dell’habitat “scogliere” (i cistoseireti e i trottoir) e su 2 specie di invertebrati (Patella ferruginea e Pinna nobilis, le cui popolazioni hanno subito negli ultimi decenni un notevole decremento.
“Per fornire contributi concreti al miglioramento della gestione, ISPRA ha realizzato nel corso del progetto alcuni strumenti operativi che fanno parte di un vero e proprio “toolkit”: i Protocolli di monitoraggio per specie ed habitat marini di interesse comunitario, una Guida Pratica su obiettivi e misure di conservazione, un Manuale per l’applicazione delle procedure di V.Inc.A (valutazione d’incidenza) – spiega Gabriele La Mesa di Ispra. L’applicazione dei Protocolli di monitoraggio ha visto direttamente impegnati alcuni partner del progetto, attraverso la conduzione di campagne di raccolta dati in situ nei siti Natura 2000 affidati alla loro gestione, al fine di aggiornare le conoscenze sulla distribuzione e lo stato di conservazione degli habitat e delle specie marini monitorati”.
Il modello virtuoso dell’Isola di Montecristo
È una delle isole più importanti per la tutela della biodiversità dell’Arcipelago Toscano e del Mar Tirreno, un luogo tanto straordinario quanto fragile dal punto di vista ambientale, un vero e proprio santuario della natura la cui fruizione è strettamente contingentata grazie al modello “a numero chiuso”: all’isola è possibile accedere solo tramite prenotazione e sotto la supervisione dell’Arma dei Carabinieri.
Montecristo è la quarta isola in ordine di grandezza nell’Arcipelago Toscano con una superficie di 10,40 kmq ed è la più lontana dalla costa continentale da cui dista circa 63 km. A terra ed a mare, per una fascia intorno alla sua costa di circa 3 miglia nautiche, è completamente protetta.
Riconosciuta Riserva Naturale Statale con D.M. del 4 marzo 1971 e Riserva Naturale Biogenetica diplomata dal Consiglio d’Europa nel 1988, l’Isola di Montecristo è presidiata dal Reparto Carabinieri Biodiversità di Follonica ed è inserita nel perimetro sia del Parco Nazionale Arcipelago Toscano, sia della Riserva della Biosfera “Isole di Toscana” nell’ambito del Programma MAB dell’UNESCO, nonché nel Santuario Internazionale per la protezione dei Mammiferi Marini Pelagos. È altresì inserita nella Rete Natura 2000 per la tutela di habitat e specie secondo le due direttive europee, la Direttiva Habitat e la Direttiva Uccelli.
Ad oggi l’isola è gestita in modo congiunto dal Parco Nazionale Arcipelago Toscano e dal Reparto Carabinieri per la Biodiversità di Follonica.
L’isola è visitabile da un ristretto numero di persone, con l’accompagnamento di Guide che conducono i fruitori su alcuni percorsi trekking e presso alcuni locali espositivi didattici. La fruizione, esclusivamente giornaliera e senza soggiorno notturno, non prevede la balneazione o la possibilità di rimanere senza la presenza degli accompagnatori.
A Montecristo sono in corso alcuni progetti per la tutela della biodiversità volti al contenimento delle specie aliene invasive, al monitoraggio dell’avifauna marina, al monitoraggio delle biocenosi marine costiere ed al monitoraggio della vegetazione. I ricercatori collaborano con il personale di vigilanza dei Carabinieri per raccogliere dati importanti ad incrementare le conoscenze sulla natura dell’isola.
Il toolkit di governance che supporterà l’ampliamento della Rete Natura in Italia
Avviato nel gennaio 2022 e attivo fino a dicembre 2025, il progetto agisce su 12 siti marini pilota in Toscana, Campania e Sicilia, con azioni che spaziano dalla definizione di strumenti tecnici come “obiettivi e misure di conservazione di specie e habitat”, procedure di V.INC.A (valutazione incidenza ambientale), all’attività di monitoraggio scientifico al coinvolgimento attivo dei pescatori, delle comunità costiere e del grande pubblico.
Il toolkit di governance per migliorare la gestione dei siti N2000 è formato da protocolli di monitoraggio, un manuale per la valutazione di incidenza nei siti marini, una guida pratica alla definizione delle misure di conservazione, un “libro bianco” per i siti in mare aperto e una roadmap per quelli transfrontalieri. I primi due documenti sono già stati realizzati con la supervisione dei ricercatori e ricercatrici di Ispra in collaborazione con i tecnici delle Aree marine protette e Parchi nazionali coinvolti nel progetto Life Sea.Net.
Sensibilizzazione e informazione
Sul fronte della sensibilizzazione, Legambiente e il partner Federpesca con Life Sea.Net hanno coinvolto direttamente i pescatori attraverso incontri ad hoc e finalizzata all’adozione di un Codice di Condotta per la pesca sostenibile. Le comunità dei parchi nazionali e aree marine protette, partner del progetto, sono state coinvolte in attività di citizen science grazie ad un edukit, diffuso nelle scuole, e un’APP per la segnalazione di avvistamenti di specie oggetto del monitoraggio scientifico. Inoltre, Legambiente grazie al lancio un foto contest “Deep Blue” ha coinvolto appassionati del mare e fotografi che hanno inviato i loro scatti immortalando i siti Natura 2000 di tutta Italia. La seconda edizione del foto contest sarà lanciata a breve e prevederà premi per i primi tre classificati.
Un modello utile al contesto italiano e replicabile in Europa
Un modello replicabile in tutta Europa, che affronta la frammentazione dei dati e la mancanza di coordinamento tra enti gestori, e che valorizza l’esperienza delle Aree Marine Protette per esportare buone pratiche. Rafforzare la Rete Natura 2000 è oggi più che mai fondamentale per il futuro della biodiversità marina e per lo sviluppo sostenibile delle comunità costiere.
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